CONDIVIDI

Eppure mi ci vedo proprio.

Dov’è che l’ho vista? Quale film era?

Boh, non ricordo. So solo che ho voglia di sedermici sopra e godermi un meritato riposo.

Ecco, alzo le gambe e le appoggio su questo comodo poggiapiedi. Caviglia sopra caviglia. Faccio cadere una ciabatta, poi l’altra. Tamburello con le dita sul fianco di legno, accompagno una musica nella mia testa. Chiudo gli occhi. Scrivanie colme di scartoffie. Una lampada ad illuminare carte ingiallite. Un mozzicone di sigaretta che riposa sopra un posacenere. Strisce di fumo. Gli occhi pizzicano. Odore di usato. Le persiane del mio ufficio filtrano la luce. La notte entra dentro la stanza. Mi sembra di sentire in lontananza il rumore della sirena di una volante della polizia e un rincorrersi di auto come in un poliziesco americano di serie B. La pelle nera e avvolgente dello schienale mi culla, seguo le linee sensuali, sinuose, accattivanti di questa poltrona, mentre percepisco uno strusciare lieve sulle mie gambe.

illustrazione: Simona Inesi

Niente più sirene. Avranno acciuffato il ladro, quei piedipiatti. L’ultimo pezzo di cenere si stacca dalla sigaretta.

Apro gli occhi, il mio gatto è appollaiato accanto ai piedi. Niente notte nella stanza. Niente inseguimenti per la strada. Niente odore di tabacco. Solo il conforto di questa poltrona Eames. Il disegno sapiente di un creatore di assoluto relax.

image