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Lo scavo

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Così è qui che lavori… bene… non sto sfottendo, mi sto solo guardando intorno!

Vediamo un po’…non male, sai? Ci sono tutte le comodità, il televisore, il letto, il bidet… no, ma che dici, non credevo che l’avremmo fatto sul pavimento, te l’ho detto, mi piace dare un’occhiata in giro prima di… ma no, non ho cambiato idea, stai tranquilla! Ti sembro il tipo? Come sarebbe “che ne so”?Guarda che sono una persona seria! Pagamento anticipato, non è vero? Quanto avevamo detto? Già, già, non avevamo detto niente, giusto… beh, allora spara, quanto? QUANTO?? Un po’ esagerato, non trovi? Sì, certo, sono sicuro che ne vale la pena, ma… e va bene, se mi dici che queste sono le tariffe correnti… non vado molto spesso con…voglio dire… ma no, non mi vergogno di usare quella parola, solo mi pareva poco delicato nei tuoi confronti… va bene, parliamo di cose concrete… i pantaloni, sì certo…

Scusa sai, ma con il lavoro che faccio non navigo proprio nell’oro, quindi devo stare un po’ attento… Che lavoro? Faccio l’archeologo, hai presente, quei matti che scavano nei posti più assurdi per tirar fuori delle vecchie pietre?… Come?… Ti giuro, non volevo offenderti, lo so che non sei un’ignorante, volevo solo fare lo spiritoso… sì, ora me li tolgo… ma perché non cominci tu a spogliarti? Costa di più? Ah… e quanto di più? Pero’… E va bene, già che ci siamo…

Ti stavo dicendo del mio lavoro, abbiamo aperto un cantiere a mezz’ora da qui, lungo la via Flaminia, in mezzo alla campagna, e sembra uno scavo abbastanza promettente… sì, lo so che non me l’avevi chiesto, ma vedi, sono sempre un po’ nervoso quando mi trovo in queste situazioni… Hai ragione, hai perfettamente ragione, sono io che ti sono venuto a cercare, non lo nego, ma… scusa se te lo dico, per quella cifra mi permetterai anche di dire quattro parole? Troppe parole ammosciano il sesso? Non sempre, bella mia, non sempre, almeno non per me! Esatto, staremo a vedere… e sono sicuro che avrai una bella sorpresa…

Forse ti chiederai perché ho fatto questa scelta… di fare l’archeologo, voglio dire… d’accordo, non te ne può fregare di meno, ma te lo voglio spiegare lo stesso… levati il reggiseno, ecco, così… lo vedi che funziona?A proposito, io sono Fabio, come Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore…e tu? Ti chiami Cornelia? Proprio un nome adatto alla circostanza! Come perché? Un archeologo che si scopa Cornelia, la madre dei Gracchi… non ti sembra un segno del destino? Ssì, lo so che tu non hai figli, volevo solo… vabbé, fa niente… Sei di origini slave? Sai, l’accento… come? Di Caltanissetta? Non l’avrei mai detto… comunque, un posto vale l’altro, pensa che io sono nato a Nettuno! Un altro segno del destino per un archeologo, non credi?Perché dici che è un posto di merda? Beh, non sarà SaintTropez, però… Il tuo ex era di Nettuno? Ah, ti menava di brutto… mi dispiace, mi scuso per lui anche a nome della città, ma questo non vuol dire… ok, d’accordo, è un…

posto di merda, non ti scaldare!

Ora, se non ti dispiace, le mutandine… brava… ti dicevo che ho scelto questo lavoro quasi senza pensarci, per una serie di circostanze fortuite, ma poi in seguito mi sono reso conto che questa scelta… sì, così… continua così… obbediva ad un impulso molto, molto…  profondo… tesoro,  se continui con quel ritmo non resisterò per molto… possiamo fare una pausa?… ok, vada per il supplemento… una sigaretta? Hai ragione, anneriscono i denti e ammorbano l’alito, era solo per…

Sai a quale conclusione sono giunto? Chiedimi quale… molte grazie… Ho capito che il mio lavoro di ricerca e di scavo sul campo non era che la metafora di una mia ricerca personale, di uno scavo interiore che porto avanti da anni, capisci cosa intendo? Ma certo, sei una ragazza sveglia, tu! In breve, sono convinto che esista un parallelo fra i due ambiti, quello del lavoro e quello della mia crescita personale, come se procedessero uniti, di pari passo…

Ti va se ti parlo della mia vita privata? Fai spallucce, ma ho colto una luce d’interesse nei tuoi occhi! Vieni più vicina, adesso comincia il bello… Vedi, la mia vita fino ad oggi non è stata che una serie interminabile di errori: persone sbagliate, situazioni senza via d’uscita… per molti anni non ho fatto che distruggere tutto ciò che di buono mi capitava… una sorta di perversa tendenza verso l’autodistruzione… come vuoi che mi metta, così?

Sì, così mi piace… Ma le cose stanno cambiando , lo sento… Non so come spiegarlo, ma mi sembra che il puzzle della mia vita si stia ricomponendo… anche sul lavoro le cose vanno sempre meglio, le mie teorie sull’origine delle prime popolazioni italiche, che erano state accolte con tanto scetticismo, si stanno rivelando sempre più solide, e questi scavi… non ti nascondo che mi aspetto molto da questa campagna, che ho voluto con tutte le mie forze vincendo invidie e resistenze di ogni tipo… sì, sono certo che i prossimi ritrovamenti diranno una parola definitiva su… ehi bambina, sei bravissima, lo sai? mi stai facendo provare sensazioni…

… scusa un secondo, mi chiamano sul cellulare… non arrabbiarti, finiamo dopo, giuro!

Sì? Sei tu Andrea? Cosa avete trovato?… Sei sicuro? Guarda, in questo momento sono impegnato con una persona, però se mi dici che… davvero? Ma di che proporzioni?… Mi stai prendendo in giro? Non esistono manufatti del nono secolo di quel genere… ok, fammi finire una cosa e sono da voi… al massimo tra mezz’ora… va bene, a dopo, ciao.

Eccomi qua, dove eravamo rimasti? Beh, perché fai quella faccia? Ho capito, non puoi perdere tutta la giornata con un… come mi hai chiamato? Adesso non cominciamo con gli insulti, non sono uno sfigato inconcludente… sì, lo so che si è ammosciato, ma cerca di capire, sembra che stia affiorando qualcosa di importante dallo scavo, forse un pezzo di alabastro… un po’ strano per un sito così antico… ma potrebbe dimostrare l’esistenza di contatti commerciali… dove lo debbo mettere l’alabastro? Sei un po’ volgare, lasciatelo dire… ma quali palle mosce! Io non ho mai fatto cilecca in via mia, che ti credi? Senti, ti faccio una proposta. Io debbo correre là, mi stanno aspettando, e la scoperta può essere sensazionale… perché non ci diamo appuntamento per stasera, diciamo verso le otto, in questa stanza, dopo esserci fatti una bella doccia? Così ti potrò raccontare tutto con calma, e potremo concludere il nostro discorso… ma ti rendi conto che questo potrebbe essere il giorno più importante della mia vita? Un giorno che potrebbe cambiare la storia dell’archeologia e farmi diventare famoso?

Fammi contento, vediamoci qui alle otto… sì ecco, tieni, tutto quello che vuoi… come?… ah sì, le mutande… grazie.

 

 

Un folle, Carmen, uno con dei problemi! Prima fa un sacco di storie per il prezzo, poi mi riempie di soldi senza combinare niente, e alla fine scappa via con le brache in mano dopo avermi stordito di chiacchiere… ma perché devono capitare sempre a me?

Pensa un po’, mi ha detto che stasera torna e mi vuole trovare qui per concludere… se penso di aspettarlo? fossi matta! tanto i soldi me li ha già dati… Senti, ho un’idea, vieni tu qui verso le otto, fai un po’ la carina con lui, lo fai parlare un po’, che tanto quello non aspetta altro, e poi gli spilli un altro po’ di grana… Un lavoretto pulito, senza nessuna fatica… Ma no, non si accorgerà di niente, figurati, quello pensa solo alla gloria… in tutto quel tempo non mi ha nemmeno guardato in faccia…

Sei poi stata a quel seminario su Lacan?

Quell’uomo mi fa impazzire: l’idea dell’inattingibilità del reale a causa dell’ordine simbolico rappresentato dalla legge del padre è una vera ficata! Un peccato che sia già schiattato… non era niente male come uomo! Beata te che ti puoi permettere di seguire i corsi, mentre io me ne sto qui a farmi ammorbare da quel fesso! Poi mi passi gli appunti, ok? Hai già fatto le fotocopie? Sei un amore, ciao, ci vediamo domani… no, ho un altro paio di appuntamenti prima di sera… un bacione, ciao!

 

 

 

Cornelia? Sono io. Beh, che voce vuoi che abbia? Certo che sono un po’ scocciata, dopo il bel servizio di ieri sera… Parlo di quel tizio che mi hai ammollato, l’archeologo! Sì, purtroppo è tornato… se abbiamo concluso… ma figurati! Era in uno stato pietoso, ci ho provato in tutti i modi ma niente, non ne voleva proprio sapere… a un certo punto ho avuto paura che si volesse buttare di sotto!

Non so, parlava di una cosa che era andata storta, che era uscita fuori nel modo sbagliato, non ho capito bene… sì, hanno trovato qualcosa, un sanitario mi sembra… ma era tutto così confuso… No, macché, non ha scucito un euro, diceva che mi aveva già dato abbastanza stamattina… quello pensava di stare ancora con te, avevi proprio ragione… non sarà un po’ suonato? All’improvviso si è messo a parlare di… com’è che ha detto?… ah sì, di una “beffarda entità superiore” che lo metteva alla prova e lo invitava a guardare meglio dentro se stesso… una roba del genere… Mah, che ti devo dire? Alla fine mi sono fatta dare un passaggio in centro e mi sono vista con Luana. Siamo andate al cinema… l’ultimo film di Malick. Sempre interessante, ma un po’ ripetitivo… sta diventando un po’ palloso pure lui… già, dev’essere un problema comune…

Ok, ora ti lascio. Dimenticavo: mi devi almeno una cena!… Perché? non ti puoi immaginare che alito aveva, lo scavatore dei sogni! Si sarà scolata una bottiglia di acquavite prima di salire… e di quella scadente, a giudicare dal tanfo… ah, adesso ti fa pena, eh? Che mi fai, la scena della puttana compassionevole? Ricordati quello che abbiamo sempre ripetuto: vae victis, non ci può essere pietà per gli sconfitti… a proposito, chi l’ha detto? Tertulliano, Cicerone, Lino Banfi?.. come? Brenno? Chi era costui? Vabbè, non importa, un altro sporco maschio sciovinista… Ora vado, ti lascio il biglietto nella buca delle lettere… come, non te l’avevo detto? Ha lasciato un messaggio, una specie di testamento spirituale… ma l’archeologo, per la miseria, di chi stiamo parlando?… A chi è indirizzato? boh, forse a tutte e due, forse a nessuna… senti, adesso non ho tempo di leggertelo, te lo guardi da sola con calma, va bene? Scusami, devo proprio andare, ciao!

 

Nell’ora più oscura mi affido a te, o divina.

Ai tuoi piedi mi prostro recandoti doni, anche se un Menade danzante, portatrice di sublime disordine, dea dell’abisso e della luce, mostrami la via per liberarmi dalle gravose costrizioni terrene, stordiscimi nella vertigine del sangue!

Danzerò per te, creatura della selva e dell’ombra, fino allo sfinimento dei sensi, fino allo svuotamento della borsa, per il tempo che ci è concesso e più avanti ancora, nell’oscurità che si apre oltre il limite estremo.

Inebriata dal tramonto, trasportami sul tuo carro sonoro di grida, nel tumulto dei cuori traboccanti di lussuria, e perdona qualche lieve incertezza dovuta al vino e all’ansia da prestazione: saprò compensarti comunque, magari con opportune dilazioni.

Donami il delirio, regalami l’oblio, lascia che mi perda nel mistero delle tue cavità, odorose di muschio selvaggio!

Ti lascio il numero del mio cellulare, o ninfa. Convocami al più presto, poiché il mio cuore arde dal desiderio e la mente vacilla nel ricordo delle tue cosce eburnee.

 

                                                                                      Tuo per sempre

                                                                                             QFM

 

P.S. Problemi sul lavoro. Temporanee difficoltà economiche. Invidie e incomprensioni.Incurante di loro meschinità. Sempre saldo l’animo mio. 3472105603. Continuo il mio scavo.