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Gabriele Mancini: Alma Mate è il nome che hai scelto per il tuo progetto artistico, potresti anzitutto spiegarne il significato più letterale?

«Luis Del Río: Con “Alma” esprimo l’idea per cui concepisco le mie opere come “radiografie dell’anima”; “Mate” allude semplicemente al colore che uso, che è il nero mate [nero opaco N.d.T.], non brillante.»

Quale tecnica utilizzi nelle tue opere?

«Uso la matita per il disegno preparatorio; poi calcolo quali spazi andranno ad essere riempiti col nero, affinché i “neri” non si mischino; infine uso il pennarello nero per completare e rifinire il tutto. Ah, e un bicchiere di vino tinto!»

Trampas Del Amor - Alma Mate - http://goo.gl/Q4ZdL6

Nella breve, suggestiva biografia presente sul tuo sito ufficiale (www.almamate.es) fai riferimento “alle viscere dell’indovino, dello stregone e dello psicologo” per rappresentare il tuo processo creativo. Perché?

«Ciò si riferisce ad un particolare processo che prelude alla creazione dell’opera: una specie di intervista, una chiacchierata, domande incluse, con un’altra persona, insieme destinataria e soggetto dell’opera stessa. La cosa più importante in tutto il processo è, in fin dei conti, cercare di capire se essa è felice o meno, e di questo possono occuparsi solo l’indovino e lo stregone! Poi c’è un discorso a parte sulla veridicità, sull’apparenza di quanto raccontato dall’altro. Mi metto anche a studiare testi di psicologia, per prepararmi a svolgere questi incontri nel miglior modo. Da ciò prendo spunto, ispirazione ed energia per i miei lavori.»

Come reagisce il pubblico quando scopre che molte delle tue opere sono incentrate su una persona (reale) in particolare, al punto da esserne essa stessa il centro? Indietreggia?

«Sono sincero, dico alle persone che le mie opere sono ritratti di altre persone, di un momento della loro vita, della loro personalità e delle loro emozioni. Sapendo ciò, alcune di loro perdono l’interesse per le opere; altre non ne sono influenzate. Al contrario, sono ancora più incuriosite.»

Hombre Rabassa - Alma Mate - http://goo.gl/Q4ZdL6

Se le tue opere sono dei veri e propri ritratti, come vi si inserisce quell’ “errore di percezione” di cui parli sempre nella tua biografia? Cosa intendi dire?

«Beh, quello che alla fine appare nel disegno finito è la mia percezione dell’altro, il risultato finale trae origine dal mio punto di vista sull’altro. Mi arrischio a raccontare storie forti. Esiste anche la possibilità che io mi sbagli, come pure quella di ferire i sentimenti altrui. La verità, spesso, fa male. Mi piace comunque pensare che l’essere ritratti possa agire nelle persone come una terapia, che le aiuti a mettersi a fuoco, a ricordarsi di un certo momento della propria vita o semplicemente a riflettere insomma.»

Cos’è che ti spinge a disegnare? [qui Luis Del Río si fa particolarmente serio, toccato dal tema]

«Il dono: credo che noi tutti esseri umani disponiamo di un dono, che è ciò che intimamente sentiamo come nostro, quel qualcosa che facciamo con passione.»

Credi nel valore sociale dell’arte o è solo un gioco per dilettare se stessi?

«Sì, credo nel suo valore sociale. Nella mia condotta rientra il cercare di fare qualcosa per gli altri.»

La Virgen Inmadura - Alma Mate - http://goo.gl/Q4ZdL6

Di nuovo, torno alla tua biografia nella quale si legge che “Alma Mate è il cane che difende il proprio branco”. Cos’è il tuo branco? [il suo tono torna a farsi serioso]

«Sono gli amici, la famiglia, e le persone oppresse.»

E l’ispirazione? Cosa ti ispira?

«Le cose semplici. Credo nell’ispirazione, arriva quando non l’aspetti ed è bellissimo. L’ispirazione è come l’amore, è come quando sei innamorato e sorridi senza motivo.»

La Virgen Maestra - Alma Mate - http://goo.gl/Q4ZdL6

Come e perché coesistono spesso nelle tue opere sesso e religione? [qui prorompe in un sorriso, disteso, del tutto a suo agio]

«Sono incline alla spiritualità, tuttavia non ho alcun tipo di tabù riguardo al tema della sessualità e della religione. Tant’è che nei miei disegni figurano angeli arrapati [letteralmente: “ángeles empalmados” N.d.T.] e Vergini nude. Io denuncio l’ipocrisia. Tutti siamo il risultato di due persone che hanno fatto sesso, e che lo abbiano fatto con più o meno amore, quella è un’altra questione.»

Dove vorresti arrivare con la tua arte? Qual è la tua meta artistica?

«Condividere i miei lavori, arrivando al maggior numero di persone possibile. La meta sarebbe quella di vivere bene del proprio lavoro artistico, poter pagare le bollette, viaggiare, in poche parole poter fare tutto ciò che si potrebbe fare con qualunque altro tipo di lavoro.»

Brevissima nota biografica: Luis Del Río nasce a Caracas (Venezuela) nel 1977. Vicissitudini di varia natura lo portano a cambiare continente, approdando a Barcelona dove da qualche anno risiede. Al momento, lo potete incontrare lì.»

Contatti:

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