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«Alla fine, io sono soltanto l’architetto che l’ha progettato; a contemplare questo museo saranno gli artisti e la percezione della gente.» Zaha Hadid

A poche settimane della morte dell’architetto, queste parole acquisiscono un valore più profondo.

Per due delle mie classi, di prima e seconda media, sono stati programmati dei laboratori al Museo Maxxi di Roma. Con grande entusiasmo colgo la possibilità di tornarci e di farne godere l’esperienza ai miei alunni, fruitori privilegiati perché senza limiti nel pensiero o giudizi precostituiti.

Potrei ora star qui a dar nozioni su come il MAXXI, Museo di Arte e Architettura del XXI secolo sia dal 2010 patrimonio assoluto della capitale. Uno spazio multifunzionale nel quartiere Flaminio dove museo e territorio si integrano a vicenda, conferendo all’insieme una visione del tutto contemporanea. L’edificio imponendosi con la sua efficacia e potenza ci rende parte attiva di un tessuto urbano che è vivente.

Quello che voglio fare invece è raccontarvi l’esperienza della meraviglia di questi inconsueti visitatori che difronte al bello rimangono incantati dall’opera dell’architetto. Immaginatevi quaranta ragazzi scalmanati che già dall’esterno del museo cominciano a gridare a voce alta aggettivi quali: bellissimo, meraviglioso, fantastico, fichissimo.

Sono tutti stregati, pronti a lasciarsi risucchiare da questo ambiente fluido, coinvolgente, dai grandi spazi liberi.

MAXXI - Massimiliano Calamelli - https://goo.gl/6jQTFM

Assecondare il flusso.

Salire poi scendere, da dove?

Guardare di sotto, paura, «è bellissimo!»

Da qui si vede Roma.

Fotografie, pose.

Vertigini, il pavimento è inclinato… è strano!

Pareti curvilinee, scale sospese, cammini intrecciati, concavi e convessi.

Alternanza di pieni e vuoti, aperti e chiusi, interno ed esterno.

Le linee confluiscono e ci coinvolgono.

Divenire il centro assoluto.

Bisogna tuffarsi e lasciarsi trasportare alla deriva attraverso percorsi sempre diversi”.

MAXXI - Matteo Staltari - https://goo.gl/cG72fJ

Ed eccoli i miei alunni che oggi hanno ricevuto il dono di meravigliarsi qui al MAXXI, pronti ad essere al centro, ad assecondare le parole di questa grande donna architetto, che vibrano e diventano il racconto dell’esperienza della meraviglia vissuta da questi giovani spettatori come protagonisti.

E per me, in una riflessione più intima, che queste parole possano divenire un monito, un augurio, una ricerca interiore dove al posto delle linee a confluire sono le mie idee, i miei pensieri

Tuffarsi

Percorsi

Andare

Diversi