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Esistono persone spregevoli, in grado di compiere orribili azioni destinate a turbare il delicato equilibrio tra impegno tecnico e risultati strabilianti.

Sono coloro che, caricando vilmente la loro carta prepagata, shoppano nel giochino free-to-play con cui trascorri ogni tuo singolo minuto libero.

Perché fate ciò?

Da un forum online abbordo una piccola conversazione (ometterò i nomi e lascerò intatta la conversazione in ogni sua parte, ma sarà facilissimo per voi reperire il link originale, è il primo risultato dato dopo aver googlato):

“Cosa spinge a shoppare?

Sul search non ho trovato risposte che mi soddisfacessero così ho aperto questo Theard. Secondo voi perché su questo gioco […], che in base è gratuito tutti sono spinti a shoppare? Certo ognuno è libero di shoppare però ci sono casi secondo me assurdi dove uno investe un migliaio di euro su un account; cioè se succede qualcosa all’account tipo un ban, oppure un giorno semplicemente la voglia di non giocarci più tutti i soldi spesi dove vanno? Finché va beh uno spende dai 10 ai 30 € non sono grosse cifre ma 1000€ secondo me sono troppi per quanto uno possa avere la facoltà economica. Ditemi anche voi cosa ne pensate dello shop”.

 Il dilemma è annoso, l’utente è confuso su come sia possibile spendere cifre astronomiche per un giochino che puoi tranquillamente fare gratis.

C’è chi corre in suo aiuto.

“Sinceramente io shoppo 50 euro al mese, giusto per arrotondare o togliermi qualche sfizio [!!!!]. Se uno shoppa 2000 euro al mese non vedo dove sia il problema, i soldi sono suoi, gli spende come meglio crede. Poi sinceramente se proprio dovessi spendere 2000 euro preferire usarli per divertirmi che, ad esempio, drogarmi [!!!!!!].”

 “C’è chi spende 300 euro al mese in sigarette ad esempio, sono soldi buttati anche quelli allora? Se vogliono fumare chi puo vietarlielo?”

 

Si shoppa per non drogarsi, ma in verità si shoppa per drogare il sistema, una spintarella al livello, qualche skill in più, apro il baule o carico le truppe in pochi secondi. Maledetta droga, maledetti free-to-play. Quanta droga si compra con duemila euro!? Maledetti!

Nella competizione, sono secoli che si imbroglia. Lo si fa per raggiungere un obbiettivo in minor tempo, con meno fatica, nel gaming lo si fa soprattutto per consumare di più, per spezzare quel legame perverso che lega i free-to-play all’attesa. Si, perché in questi giochini non sei libero di giocare quando vuoi, devi aspettare. I countdown sono ovunque, più giochi più devi attendere.Un coinvolgimento che segue un andamento da numero periodico, da limite tendente a 0, una strategia perversa quanto efficace per fare soldi. Perché i 50 euro al mese sono per delle maledettissime piccole gemme che ti permettono di ovviare all’attesa e ripartire subito.

Quelle stesse gemmette che ti danno accesso prima di altri ad un qualcosa, un qualcosa che altri, inevitabilmente, devono aspettare per avere.

In verità è pensiero comune che chi shoppa, imbroglia, perché viola una legge sacra, usa trucchi per compensare le sue lacune tecniche, come [spoiler!] Peter Dinklage in Pixels (scelta ancor più perversa affidare il ruolo dell’imbroglione ad un attore che convive con una sindrome di nanismo acondroplasico, il quale usa trucchi per competere all’altezza del suo sfidante[1]).

Ma cosa succede quando è proprio il gioco a rompere quel patto tacito tra meritocrazia tecnica e vittorie, quando lui stesso ti consiglia di shoppare?

Freud e poi Lacan vedevano nel Super-Io l’istanza moralizzatrice, il freno come colpa alle pulsioni libidiche. Esso insieme all’Es schiaccia l’Io lo esaurisce nel corso della vita psichica portando alla nevrosi il soggetto costretto a fare i conti con l’esame di realtà.

“In verità è pensiero comune che chi shoppa, imbroglia, perché viola una legge sacra, usa trucchi per compensare le sue lacune tecniche”

Per Lacan il Super-Io è anche istanza di tentazione, induce a godere della libido, per instillare il senso di colpa, per costruire un rapporto basato sul potere.

L’imperativo non è non godere, ma fallo e poi, sentiti in colpa.

Ho scomodato Lacan, persino Freud, ma sto solamente intellettualizzando, una chiara difesa dell’Io per non riconoscere la mia voglia di shoppare, duemila euro al mese di droga, duemila euro al mese di stramaledettissime gemmette.

 

 

 

[1]Ma siamo in America, dove il grande è colui che riesce da solo, che si fa da sé senza aiuti, partendo anche da posizioni di emarginazioni e difficoltà.