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Puntuale trovi sempre uno spazietto tra gli alberi sul marciapiede che costeggiano il parcheggio della stazione, l’ennesimo posto squallido da dove bussare sulle spalle di qualcuno, tirargli un sorriso agganciandolo con lo sguardo. Con la testa china, le spalle rigide e le mani nascoste, sono le 7 di mattina.

Impossibile non notarti, il vento ti raccoglie i ricci, la sciarpa ti copre il collo. Gli occhi enormi e le braccia conserte. Un gioco tra le scarpe, sicuramente sta salendo la noia.

Ti guardo, bellissima e spero che tu rimanga addormentata così, come distesa senza schiudere gli occhi.

Per tutta la vita.

Che tu possa rimanere incredula e mai scettica, ignara forse ingenua verso il mondo delle cose, speranzosa solo nella vita che verrà.

Spero che tu possa conoscere un uomo onesto, bello anche lui, spero che ti ami per tutta la vita, che ti sposi e ti porti all’altare.

Spero che facciate tre figli biondi, meglio rossi, puliti e ordinati, di quelli che iniziano a contare a 4 anni, e leggere e disegnare ancora prima. Che siano i cocchi della maestra, gli unici disciplinati nella scuola media, quelli che passano la versione o il compito di analisi al liceo.

Spero che tuo marito trovi un lavoro gratificante, un posto dirigenziale o meglio un impiego fisso, pubblico, con ferie estive pagate, permessi e mezza giornata libera.

Spero che vi amiate per tutta la vita, di un amore travolgente, ma non troppo, che ne dici di un amore domestico e casalingo? con il sesso mensile, mille accortezze, qualche cena fuori, i bambini in gita o al gruppo di preghiera.

Ti auguro di non svegliarti un mercoledì di novembre con l’idea di tradire tuo marito.

Che lui non faccia lo stesso mentre è in azienda per quella riunione fiume, o al meeting di tre giorni sul lago di Como nel weekend.

Spero che i tuoi figli non siano mai gli ultimi della classe, che nemmeno uno sia un “ciccione quattrocchi”, che non nasca dislessico o semplicemente iperattivo, di quelli sempre sgridati dalla maestra ancor prima dell’appello.

Mi auguro che non decidano di lasciare il liceo per l’ansia o l’interrogazione o per “quella professoressa di inglese, è proprio una matta!”.

Mi auguro che tuo figlio non si innamori mai del suo migliore amico, l’unico che lo fa uscire di casa a giocare a pallone, gli fa saltare i compiti per casa, o che ogni santa domenica che il Signore ha creato gli chiede di andare a mare, o in giro per vie.

Mi auguro che non conoscano la droga, il sesso prematrimoniale, la masturbazione o la playstation, che non vedano morire un loro coetaneo o, stroncato da un tumore, il padre di Sara “mamma! Quella che alla recita cantava meglio di tutti”.

Che non si rendano conto, insomma, di come la vita è assurda e senza senso, non ha un disegno, non ha un fine.

Sei la testimone di un mondo migliore, sotto la pioggia o il vento di marzo. Sei incredula, mai scettica, e vuoi convincere il mondo, il pendolare, me.

Lo fai per amore, lo fai per fede.

 

Lo fai per te.