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Incontrare un tuo concittadino che non vedevi da anni in un posto improbabile, durante la presentazione di un libro, in coda nell’attesa per la firma dell’autore, potrebbe essere una buona ambientazione come incipit di un romanzo. Invece è quello che mi è successo con Andrea un annetto fa. Era dai tempi del Liceo che non ci vedevamo, da quando da ragazzino quindicenne andavo a suonare nel suo locale per cominciare la mia gavetta come chitarrista. 

Apro il libro e lo richiudo in pratica solo per dormire. Lo finisco in un giorno e mezzo. Un ritmo e una fluidità di narrazione ultra contemporanea. Sembra di ascoltare un tizio che ti racconta storie seduto sullo sgabello di un bar. Con quella voce realistica da chiacchierata amichevole, con la volontà di sottolineare e colorire i particolari più importanti per coinvolgere gli uditori. 

La profondità di un rapporto padre figlio che va oltre la capacità stessa del loro modo di relazionarsi.  Gesti che fanno da atavico collante fra le anime dei due protagonisti che si alternano in questo carosello di emozioni. Vicende forti, pugni, sesso e tanti graffi della puntina sui vinili.

Donne che si susseguono. Amori che restano per poi riandarsene. Parole gridate a denti stretti e carezze impacciate. Baci goffi, canne e alcol ad anestetizzare ferite profonde. 

Vita alternata: diurna e notturna. 

Scuola-locali equivoci-centro commerciale-strada. 

Un amore quello di Amedeo, il padre, con Maria, transessuale, che si vela di mistero. Un’adolescenza quella di Sandro, il figlio, in cui il ragazzo scopre il complesso mondo dei sentimenti.

Amici più o meno vicini ma sempre presenti. Un padre che bestemmia più di uno Svevo Bandini della penna di Fante (autore che si respira leggendo questo romanzo di Bocchia). Un figlio sempre in cerca di un bagno per placare la sua virilità.

Quello che si trova tra queste pagine oltre ad una scrittura fresca e originale è la voglia di raccontare una storia. L’esigenza dell’autore di comunicare (cosa dimenticata da tanti scrittori con la fascia gialla starlight sulla copertina tronfi sugli scaffali delle librerie).

Mi rivedo Andrea seduto al bancone della mia città che osserva Ricky (citazione veritiera) uscire con boccali di birra e Stuzzichino da una porticina stile saloon, mentre con la testa pensa alla sua storia. 

Se ritrovare la parola whisky più di mille volte (più che in qualsiasi libro di Bukowski) non vi crea un senso di nausea ma una dissetante voglia di vivere, questo è il libro che fa per voi. Per gli altri cercate tra i dieci titoli nella classifica dei bestseller su Ibs o qualche film italiano tratto da libri di autori più conosciuti su Sky on demand, se ne può sempre parlare al tavolo di un bar.