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Luglio. Eravamo piccoli e minorenni all’Isola d’Elba con un gruppo d’amici di quelli che ad oggi non frequenti più, gente con cui sei letteralmente cresciuto. Ad accompagnarci due care suore, troppo giovani per definirle tali. Bagno e spiaggia tutto in giornata, partenza all’alba, traghetto e spiaggia libera, alle 10 eravamo già tutti a casa.

Schifosamente disordinati abbiamo occupato suolo pubblico, sparso borse da mare e aperto ombrelloni, loro?

Vestite di gonne e magliette, solo il cappello poteva insospettire il curioso. Ci spalmiamo la crema, mangiamo e beviamo, nel tardo pomeriggio a qualcuno viene in mente di affittare un pattino o un battello, non ricordo, e tutti insieme abbiamo abbandonato la riva. Solamente a largo una di loro si tolse il copricapo bianco, capelli a caschetto corvini, taglio perfetto. Quasi come per non disturbare il mondo o forse come il gesto segreto di un adolescente che ci accende la sua prima sigaretta, il tutto è stato consumato distante dagli occhi del pubblico, tornito da persone care e sotto il vigile occhio di Dio su di un mare cristallo, il sole cuoceva ma l’acqua era gelida nel tuffo, niente sabbia ne alghe, tutto chiaro e trasparente.

Il cappello, più della depilazione, più del costume da bagno.

Cicciottelle, Burkini e Mestruazione sono gli unici tag che, nel periodo estivo, sono riusciti a superare il filtro del fancazzismo, della mia pigrizia intellettuale.

Il corpo delle donne è quel qualcosa che non puoi capire con l’esperienza, ne con la psicoanalisi, lo intravedi quando cresci con una madre e una sorella, con le suore all’oratorio.

All’uomo è stato dato tutto, poiché tutto ha creato, per loro la sola insurrezione del soma, a mio avviso lo strumento più potente.

E cerchi di collegare i femminicidi, il burqa, la nuova pubblicità degli assorbenti con l’islam, ci metti dentro il senonoraquando, i culi e le tette, anche il porno, ti arrovelli perché sei di sinistra, ti incazzi perché sei di destra, ma rimano l’uomo che scrive di donne e di donne non ci capirà mai un cazzo.