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Le cose non vanno esattamente come vogliamo eppure le cose vanno, dove ancora non è dato sapere. Ho cose andate lontane, forse perse e le ho anche dimenticate. Libri prestati e mai tornati e spero abbiano avuto successo almeno loro. Accendini usati e poi rapiti improvvisamente da mano leste. Quella cosa a cui tenevo tanto ma che ora non ricordo cosa fosse, forse era una sensazione. Cose, ovunque eppure ho le mani vuote. Tessere di un passato scomposto.

Le cose si muovo senza che tu te ne accorga, quasi abbiano una vita indipendente. Cose e cose con cui riempiamo spazi in cui non entrano a volte, ma a furia di spingerle togliamo ossigeno ai pensieri. Cose sciocche ed inutili ci avvolgono come calde coperte, cose superflue e ridondanti ci schiacciano con forza verso il basso. Di quante cose siamo fatti e di quante vorremmo.

«Che cos’hai?» mi chiedi, non ho cose, ho sentimenti, pensieri e rabbia latente.

«Cosa vuoi?», io non voglio, desidero e prendo se necessario.

«Ti ricordi coso? come si chiamava?» Anche le persone sono cose, oggetti da poggiare, usare e poi spostare per non avere intralci.

«Ho una cosa per te», dammi tutto ma non cose per favore che ho poco spazio e nessuna intenzione di conservare raccogli polvere.

Disegno di Raffaella Borrelli

«C’è una cosa che non sai» allora ti dico io quello che so delle cose. Le cose per loro natura sono mobili, volatili e si spostano quando meno te lo aspetti, ho visto cose volare in alto, colpire alberi e distruggere paesaggi. Cose tremende e cose meravigliose scontrarsi senza alcun vincitore, solo per il gusto di giocare tra loro. Cose a caso rincorrere persone e poi appena prese sgusciare dalle mani come anguille. Portami un fiore, un frutto, un pezzo di te che non sia una cosa ,che altrimenti appena la poserò e poi fuggirà lontano da me facendosi dimenticare.