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disegno di Simona Inesi

Un attimo sospeso fra il movimento di un dito e una vita che trattiene il respiro.

L’uomo albero fiero e sicuro. Attrazione e sospensione.

I passi indifferenti di destini programmati. Appuntamenti, lavoro, doveri, famiglia. Ogni direzione è quella giusta. In un senso o nell’altro ognuno segue il suo percorso sui solchi di passi già compiuti. Da altri. Da tutti.

Osserva lo spettacolo momentaneo. La performance non programmata. In strada. Tra colonne di marmo che sorreggono un tetto celato alla vista. Qualcosa sorregge qualcos’altro e non sappiamo da dove parte la forza. Dal basso? Dall’alto? Il giornale da leggere. C’è tempo. La giornata è lunga. Trovare il tempo per informarsi, per essere parte di qualcosa. La volontà di essere parte di un momento, questo. Attore non protagonista. L’istantanea di un attimo che vedranno in molti, che hanno vissuto in pochi. Il cappello ci distingue. Mostra eleganza. Ci contestualizza in un tempo in cui ci si mostrava e lodava per compostezza e non per disarticolazione.

Mani aperte ad accogliere battiti d’ali. Mento in linea, sicurezza nel futuro. Voler essere nutrimento per gli altri. Voler essere un passo più avanti, più vicino all’obbiettivo. Voler essere parte di una immagine su cui occhi desiderosi d’arte si poggeranno in cerca di dialogo, di comunicazione.

Fermati. Solo un attimo. Ascolta, osserva, ammira. Fai parte di questo. Ora. In questo momento. Ed esso diventerà eterno. Perché è il tuo momento. Tutto sta nel fermarlo. Imprimerlo. Fissarlo.

Parole in libertà su di una foto di Gianni Berengo Gardin