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Ok, non siate bugiardi, in tutta onestà non potete dire di non aver almeno sentito parlare di Pokemon Go e, a dirla tutta, molti di voi non potranno non ammettere di averci giocato almeno un po’. Va bene, diciamola tutta quanti di voi ci sono andati in fissa?

Bene, io mi annovero fra questi ultimi, ma mi permetto di sentirmi leggermente diverso dalla “massa” dei giocatori (sì, sono un po’ snob, non mi piace far parte della massa…); sono diverso perché conoscevo Pokemon Go almeno un anno e mezzo prima che uscisse e da almeno due anni e mezzo giocavo al suo predecessore, non altrettanto fenomeno di massa, ma che probabilmente sopravvivrà ancora più a lungo: parlo del gioco Ingress (sempre della Niantic).

Permettetemi di introdurre un secondo Ingress (sì, poi torno a parlare di Pokemon Go, non vi preoccupate!): Ingress è stato il primo gioco di successo della Niantic (o forse il primo in assoluto), sviluppato quando la Niantic era ancora una azienda di Google. Il gioco è piuttosto semplice ma intrigante: l’idea è che degli alieni stiano preparandosi a colonizzare la terra, non si sa se con intenzioni positive o no, e due fazioni si sono create, i Resistenti (in Blu – chiamati usualmente “i Puffi” in modo ironico-spregiativo dagli illuminati), per difendere la terra dall’invasione, e gli Illuminati (in Verde – chiamati le muffe dai resistenti). Gli alieni hanno cosparso la terra di “Materia Esotica”, che fondamentalmente è una specie di “mana” con cui effettuare tutte le azioni nel gioco, nonché di portali, il cui controllo Resistenza e Illuminati si contendono (vi ricordano un po’ le palestre di Pokemon Go? Bene, avete ragione: ogni palestra Pokemon Go corrisponde ad un portale Ingress; non vale il viceversa, perché i portali sono molti di più!). Mediante le chiavi, i portali possono essere collegati fra loro creando delle linee di forza (i link); collegando tre portali fra loro a triangolo, si ottiene un campo di forza (un field) e praticamente la zona coperta da questo triangolo “appartiene” alla fazione che ha completato il field, fino a che la fazione opposta non distrugge i portali… e il gioco continua con queste lotte per il controllo del territorio.

Come detto, dunque, Pokemon Go ricalca enormemente la strada di Ingress: portali che diventano palestre, realtà aumentata (assolutamente non essenziale né in Ingress né in Pokemon Go, tant’è che nella maggior parte dei casi i giocatori la disabilitano in entrambi i giochi!), assenza di PVP (player versus player: ossia, ammazzarsi l’un l’altro fra giocatori) e lotte esclusivamente “a distanza” (distruggere i portali in Ingress, sconfiggere i Pokemon delle palestre nel secondo). Peccato che Ingress fosse un gioco un po’ da “nerd” (anche se si contano milioni di giocatori attivi in tutto il mondo e gli eventi Ingress richiamino nelle varie città dove si tengano anche decine di migliaia di persone ogni volta), mentre Pokemon Go si è immediatamente distinto come un gioco per tutti.

Ok, ma perché? Probabilmente per due principali motivi: praticamente la generazione che ha dato l’avvio alla diffusione di Pokemon Go è quella che è cresciuta coi Pokemon (io per esempio, avrò visto sì e no due puntate intere, ma penso di essere uno dei pochi…), dopodiché la voce si è diffusa, è diventata una moda ed il gioco è fatto. Inoltre, tanto Ingress quanto Pokemon Go sono giochi che danno una specie di assuefazione, perché i goal sono ben visibili e relativamente facilmente raggiungibili, specie nel secondo, dove lo scopo principale è trovare nuovi Pokemon e, di quando in quando, specie all’inizio, un nuovo Pokemon lo si cattura. Infine, e questo forse ha segnato la differenza di successo fra Pokemon Go ed Ingress, il collezionare è il leitmotiv di Pokemon Go, aspetto del tutto assente in Ingress. E, diciamocelo pure, l’uomo è un essere collezionante: poter sfoggiare le proprie cose (che siano gli Swatch, l’ultimo modello delle Nike, la borsetta firmata o un Pokemon raro) dà soddisfazione (ai più).

E quindi si è scatenata la caccia al Pokemon, il “gotta catch ’em all” furioso e disperato, con esempi di gente che ha addirittura lasciato il proprio lavoro e fatto motivo di vita collezionare tutti i Pokemon… e, purtroppo, con gente che la vita ce l’ha lasciata veramente per prendere un maledetto Pokemon!

Ma, come tutte le mode, anche quella dei Pokemon è stata passeggera e qui la colpa, oltre alla innata volubilità umana, che inevitabilmente avrebbe fatto disamorare dell’applicazione buona parte dei suoi utenti, c’è stata la mancata capacità di Niantic di aggiornare continuamente la propria applicazione per renderla continuamente appetibile, aggiungendo non solo nuovi Pokemon, ma soprattutto nuove dinamiche di gioco (non so voi, ma alla fin fine, girare il mondo a cercare pupazzetti virtuali mi ha annoiato). Infine, la Niantic si è sempre distinta per cercare di rendere il gioco “fair”, ovvero “bannando” i giocatori che in qualche modo avevano violato le regole del gioco (usando applicazioni di terze parti, facendo GPS-spoofing, ossia falsando la propria posizione e catturando Pokemon in tutto il mondo standosene comodamente seduti sul proprio divano), ma in questo modo si è autonomamente eliminata una buona fetta di giocatori “fedeli” (non so voi, ma quanti, oltre i 19 anni, hanno effettivamente il tempo di girare il mondo tutti i giorni a caccia di Pokemon??? Invece, mentre il capufficio o il professore non guardava, comodamente seduti sulla propria sedia o sul proprio divano a Castellammare di Stabia, uno poteva pure andare a cercare i Pokemon di tipo Ghiaccio a Pinerolo!).

Insomma, che ne sarà di Pokemon Go? Difficilmente credo che ci sarà un nuovo boom intorno a questa applicazione, a meno che (e probabilmente non basterà) non ne inventino una nuova versione con dinamiche di gioco diverse e aspetti innovativi che facciano risalire l’interesse delle persone. Riguardo a me, dopo essere arrivato intorno al livello 40 (mi mancavano veramente pochi Pokemon per finire il deck), aver gps-spoofato alla grande e usato una quantità di applicazioni di terze parti (sì, sì, mi hanno bannato alla fine!), ho deciso che non ho alcuna fantasia di dover girare mezzo mondo per andare alla ricerca di Pikachu o MetTwo. Nei ritagli di tempo, se proprio mi prende lo schiribizzo, riapro Ingress e col mio buon Elfagor provo a fare qualche field per la Resistenza.