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Prendo in prestito le parole di questa sensibile donna per raccontarvi un percorso, un piccolo viaggio a colori, o attraverso i colori.

La luce, il colore che vibra al passaggio di essa.

La vibrazione che coinvolge l’anima con entusiasmante vitalità.

La pittura, che si nutre di colore, che vibra nell’enfatica unione con la luce.

Chiedo a voi: “Vi siete mai domandati perchè, spesso, ci troviamo di fronte ad un quadro, una pittura e ne proviamo un piacere quasi fisico, emozionante?”

Magari proprio davanti a “quel” quadro, da molti considerato brutto, banale, facile addirittura.

Altre volte, invece, vi siete forse trovati a godere della più immensa pittura, e al massimo, siete riusciti a trovarla, appunto, immensa.

Così via, si potrebbero raccontare aneddoti di momenti accaduti in musei, a lezioni scolastiche d’arte, in disquisizioni varie tra amici su un’opera o l’altra. La risultante? Spesso: posizioni, emozioni diametralmente opposte.

Opere dal meritato riconoscimento di esse, in quanto oggetti d’arte.

Opere in grado di toccare altri tasti, quasi oltre la soggettività, a riscaldare l’anima.

Se socchiudo gli occhi e penso a colori…

Rosso è l’abito della Madonna di Caravaggio. Più vera della verità stessa, passione, terrena e signora di me, di noi. Rosso a entrarmi dentro, nella pancia, nelle viscere. Rossa di luce ed ombra, vibrazione carnale.

Rossa la rosa meditativa di Dalì, racconto di un amore, di un pensiero d’amore. Sospesa, sorpresa, lei immobile a immobilizzarci alla sua imponente, elegante presenza.

Il cielo, contrasto. L’acqua, una lacrima, e ancora è rossa.


Arancione come lo spazio di Rothko, vuoto, contenitore, contenente. Prospettiva di colore, emozione, vibra. Richiamo o narrazione a raccontarmi. La mia estate, pensiero di luce.

E ancora Arancione mentre cammino sulla strada di Klee, mentre mi perdo. Magari poi trovandomi. Cercare, andando. Non sempre il percorso ci può aiutare, non sempre è facile. Ma si va, io vado, vago, viaggio.

Giallo il dramma, Gauguin e il suo Cristo figura nel paesaggio. Ritaglio, si staglia. Il colore vive nell’essere tale, è centro. Complementari i colori giocano nel paesaggio, sulle donne e il Cristo è Giallo, è dolore. Vicinanza, partecipazione viva.

Melanconia i girasoli Gialli, solitudine, autobiografico ritratto dell’artista. Talune volte specchio di chi non ha paura a guardarsi oltre. Mi piace, mi sa attraversare, mi sembra di averlo dipinto. Forse è anche così, se io (spettatore) me ne sento parte inquieta. Tu Vincent Van Gogh l’hai dipinto anche per me.

Verde la sfera che defilata se ne sta nel quadro il guanto di sfida di De Chirico, elemento altro, presenza. La luce, l’ombra che quasi la nasconde. In un tutto di regole, calcoli, misure perfette.

Ricerca.

 

Verde il titolo dell’opera di Kandinskij, visione astratta, pensiero non detto. Ricordo, monito, azione, indicativa la freccia verde. Ad indicare cosa?

 

Ci coinvolge, mi richiama, mi guarda, ci si capisce quasi. Provo per questa giovane donna simpatia, empatia. La stessa che in quel momento sono certa ci sia stata, mentre eri lì per il tuo pittore. Vermeer e la sua Musa.

Emozionante racconto di luce vibrante, ritratto. Il Blu del copricapo asseconda, convince, concentra.

Sono Blu i mendicanti di Picasso, tutto lo è, l’angoscia, la malinconia, la presenza, l’assenza.

Atmosfera, freddo. Percezione emotiva di un pensiero, di più anime. Partecipazione emotiva. Blu.

Le opere simboliste sono Viola.

Nell’ammasso di pennellate a farci percepire una natura, tutto vira al Viola.

Racconto o percezione simbolista. Redon dipinge anche le nostre interiora, una pittura viscerale.

Velatura viola, dramma, angoscia.

Predomina il Viola tra le decoranti donne che fluttuano in una processione dalle movenze di una danza.

Il simbolista Zecchini e il suo corteo delle principesse. Colori, decori blu, arancio e sempre viola. Mi emoziona? Sicuramente è armonia.

 

 

 

ROSSO_ ARANCIO_GIALLO_VERDE_BLU_VIOLA è l’arcobaleno è emozione ed io…

 

io amo i colori!