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Il 21 Febbraio sono stato al Monk Club di Roma per il concerto di Cosmo. Con il suo ultimo album, L’ultima festa, ha girato in lungo e largo per l’Italia, perlopiù in piccoli club, per concerti e bagni di folla. Durante il pezzo che da il nome all’album Cosmo fa salire sul palco chiunque lo voglia: in file ordinate, da destra e da sinistra, pian piano il palco si riempe di pubblico, facendolo quasi scomparire. Brilla al massimo di sudore. Fa partire il pezzo ed il locale crolla.
Aiuta di certo il suo essere poco più che underground (mica tanto, nel mentre ha scritto un pezzo con Boosta, un altro con Demonology HiFi), lontano da molte pose che artisti navigati acquistano inevitabilmente, ma rimane comunque estremamente raro assistere con questa facilità ad un’esplosione quasi tribale di balli e corpi. Siamo nel 2017 ed ovviamente la metà dei ballanti fotografava e riprendeva, alcuni non aveva probabilmente la ben che minima idea di cosa stavano facendo, si ergeva nel complesso un quadro più che pacchiano. Pacchiano ma felice.
Non stiamo tessendo le lodi dell’accozzaglia, della folla orgiastica, ma forse vale la pena riflettere su come le cose, il più delle volte, vengono meglio se fatte insieme, con regole basilari come salire e scendere in fila ordinata, e con un unico imperativo: divertirsi.
“Bevo la notte, grido più forte, rido
Di te
E quando mi dici che non esisto tu
Sparisci con me”

P.S. il prossimo mese è il nostro primo compleanno, di sicuro non sarà l’ultima festa!