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Roma; dal 26/01/2017 al 16/07/2017 è stata inaugurata la mostra dell’artista Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana, titolo della mostra: Matrice.

Prima di parlare, in parte, di cosa tratta la mostra, (poiché l’arte non si racconta, si vede, si vive) voglio tornare a dieci anni fa…

Era il 2007, luogo Venezia, Biennale, 52ª Esposizone internazionale d’arte.

Come ogni due anni di consuetudine, ho preso l’abitudine o forse il vizio di andare a visitare la Biennale d’arte a Venezia.

Terminata la visita, a posteriori o anche durante il soggiorno Veneziano, vagano per la mia testa riflessioni in alternanza estrema: tra positivo, negativo, grandi slanci d’entusiasmo o indifferenza totale. Alcune di esse vengono esplicitate con la compagna di viaggio di sempre Paola, amica e collega, con la quale la Biennale è ormai un immancabile appuntamento.

Proprio quell’anno dopo esserci imbattute in artisti, esposizioni, eventi, che restano per lo più oggi nella mia mente come delle meteore che non hanno lasciato traccia, ci siamo trovate di fronte all’opera di Penone, ospitata, a rendere omaggio all’artista nel Padiglione Italiano.

Sculture di Linfa, Biennale di Venezia 2007

Sculture di linfa, un’installazione plurima, riempie lo spazio in modo totalitario, oltre che coinvolgerci in un luogo altro, quello del ricordo, della memoria, dell’emozione.

Ancora poi, entrarci dentro attraverso i sensi, olfatto e tatto…

La Natura nell’artificio, il pavimento diventa attraverso una magistrale tecnica scultorea la corteccia di un albero e chiama in causa il senso del tatto.

Le pareti corteccia bruna fatta di cuoio e pelle a sollecitarci l’olfatto.

Scorre in un unica fessura centrale la resina/linfa, odore che incide le nostre narici.

Potrei parlarne ancora ed entrare più a fondo in una atmosfera onirica nella quale ci richiama l’artista; ma sto divagando rispetto al tema centrale, ovvero la mostra ospitata attualmente a Roma.

Il senso più profondo di questo preambolo è sottolineare come Giuseppe Penone sia un artista vivente a ragion veduta storicizzato e considerato tra i grandi oggi, dalla critica tutta.

Ancora a distanza di anni, se mi concentro sull’essenza del processo di conoscenza e di rappresentazione che Penone ha offerto con “Sculture di linfa”, del quale anche io ho vissuto e goduto in quel momento, posso ancora percepirne l’acuirsi dei sensi, memoria significativa.

Non ho ancora visitato la mostra Matrice ora a Roma, attendo di farlo alla prima occasione o ispirazione. Non ho alcun dubbio però a riguardo.

Penone è un artista che deve esser visto, percepito.

La personale dell’artista Matrice, ci offre ancora una volta la possibilità di riflettere sul tema della natura che sovrasta con la sua forza le opere umane, fondendosi con esse in un abbraccio di morte e vita.

Recente e dolorosa testimonianza negli eventi accaduti, che tanto ci hanno sconvolto anche quando non ci avevano in prima persona coinvolto.

La mostra a Palazzo delle civiltà è un’occasione per apprezzare una selezione di opere storiche e altre realizzate per l’occasione da Penone, uno dei più grandi scultori viventi, creazioni antropomorfe che intrecciano alberi a marmi, reperti a calchi di tronchi d’albero in bronzo, una natura che nel rispetto di essa stessa si assoggetta agli artifici dell’artista.

Dalla mostra Matrice, Roma 2017

Matrice presenta opere di Penone dagli anni ’70 a oggi, molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta in Italia.

In un’altra occasione quando chiesero a Giuseppe Penone di definire la sua esposizione sarà lo stesso a dire: “È un percorso basato sull’idea di un gesto semplice impresso nella materia che diventa il principio della scultura”, in poche parole l’artista ha racchiuso il significato universale dei suoi lavori.

Non ci resta che andare alla mostra e camminare in questo nuovo percorso proposto.

 

Buona visione/azione a tutti noi!