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Abbiamo compiuto un giro completo intorno al www. LHUB ha un anno!

10 numeri di una rivista che è in primis un cantiere di idee e collaborazioni, l’oggetto non identificato di cui talvolta nella spazio online dell’informazione abbiamo bisogno. Scazzi, noie e parole confuse: senza troppe pretese, ma con molta passione.

Per festeggiarci nel migliore dei modi, e per limitare al minimo l’apporto calorico, vi proponiamo un piccolo assaggio dell’annata 2016/2017, accuratamente selezionato dai nostri collaboratori.

Leggete o rileggete tutto con cura, e fateci i migliori auguri per il futuro prossimo.

I’ve got tequila cupcakes and rainbows of books. Now where are my ponies?

Sapevano bene gli aborigeni australiani – ci ricorda Chatwin – che “la libertà è assenza di scelta”. Tuttavia essendo chiamati a scegliere, a mettere per un attimo da parte la nostra (sacrosanta) libertà di non-dover-necessariamente-scegliere-tra, vanno sul mio podio in ordine sparso Notte illuminata di Anthony Caruana, De Liceo Classico, o del tramonto della cultura umanistica di Giulia Sciorati e Mortali assonanze: aneddoti semiseri dal Celeste Impero di Francesca Berneri. Superfluo ma doveroso aggiungere che un plauso lo meritano tutti gli Autori del LHUB. Una menzione per tutti: i godibili editoriali di Fulvio Aquino.

E la scelta (ahimé!) ricade su Mortali assonanze: aneddoti semiseri dal Celeste Impero di Francesca Berneri, con i miei complimenti – estesi a tutti, s’intende.

 

Gabriele Mancini

MUST CULT-Urali di Anthony Caruana è una lettura fuori dagli schemi. All’apparenza rapida, essa si presenta come un breve elenco di classici e quotidiani stereotipi sociali capaci di destare nel lettore, al di là del loro stile conciso, una profonda riflessione. Protagonista assoluto dello scritto è lipocrisia culturale. Luomo ne cade vittima nelle conversazioni di tutti i giorni ostentando, per darsi un tono, slogan precostituiti privi di un logico fondamento. Quello che lo scrittore offre è un ironico ritratto dellodierna società in cui il lettore, sul momento divertito dagli equivoci proposti, si rivela poi, nelle sue relazioni con laltro, il superbo e sciocco autore delle spiazzanti gaf.

Giovanni Pacini

Scrittura e l’illustrazione si incontrano creando un unicum in cui non riesci bene a distinguere quale sia il racconto e quale l’illustrazione. Il racconto di Anthony Caruana ci regala una frazione di tempo di un uomo qualsiasi e l’illustrazione di Simona Inesi fissa l’immagine di quell’uomo dandogli lo spessore che chiede la nostra immaginazione. Chi è che racconta e chi è che illustra? Rimane il dubbio, e rimane impresso ciò che entrambi hanno creato.

Elena Carrara

Filosofia, psicologia, economia e anche un po’ di arte. Una regressione nella socialità dei bagni pubblici che parte dalla serie di graffiti che il genere umano si lascia alle spalle in uno dei luoghi più insalubri della nostra società in una scaletta analitica di pensieri. Che cosa si nasconde dietro i tratti ad Uniposca che colorano le parti di un bagno pubblico? Qual è la pulsione che spinge l’umanità a lasciarvi un segno di sé? Una riflessione dai toni scherzosi che ci (ri)porta in un mondo che tendiamo solitamente a vivere ad occhi (e naso) chiusi.

Giulia Sciorati

Tempo di festeggiamenti qui in redazione, e quale modo di celebrarci se non con qualche sana, sacrosanta risata, meglio ancora se rivolta verso noi stessi e le nostre penne? E allora ecco a voi i Must CULT-Urali di Anthony Caruana: perché ci piacciono un sacco di cose, ma diciamocelo, la cosa che ci piace di più è tirarcela. Da matti. Basta non prendersi troppo sul serio.

Francesca Berneri

Ho un’attrazione quasi fatale per l’attimo. Negli ambiti infiniti in cui l’umano crea e distrugge, nella letteratura o nell’arte l’uomo riesce talvolta a congelare gli istanti, definire in piccoli spazi concetti eterni, domande esistenziali, turbamenti di ogni genere. La macchia è l’emblema di un attimo, che diventa una vita intera. Incredibile racconto di Stefano Ferranti.

Fulvio Aquino

L’articolo è L’illusorietà dell’amore nella filosofia di Arthur Schopenhauer di Eleonora Bernabei. L’ho scelto perché sintetizza con molta chiarezza (e non è facile) il pensiero di questo grande filosofo su un tema centrale come quello dei sentimenti amorosi, la cui natura, lungi dall’appartenere alla sfera dello spirituale e del sublime, è profondamente radicata nell’impulso sessuale primario. Questa prospettiva nulla toglie, ovviamente, al valore dei sentimenti. L’esposizione è sintetica ma esauriente, e l’articolo si fa leggere con piacere.

Stefano Ferranti