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Dichiarazione N. 1

Mi presento davanti a voi spontaneamente e in tutta sincerità, signore e signori, per sottopormi al vostro insindacabile giudizio. Perdonate la mia emozione, è a causa di essa che mi vedo costretto ad utilizzare questi appunti: un piccolo promemoria che ho scritto di mio pugno durante lunghe notti insonni. Contiene la mia autodifesa, il mio disperato grido di innocenza.

Come potete notare, sono un uomo educato e di bell’aspetto, non certo il tipo di persona che ci si aspetterebbe di vedere accusata di crimini così spregevoli. Violenza carnale, percosse e minacce, tentato furto: chi potrebbe mai crederlo? Un’accusa infamante che io respingo con sdegno, così come intendo difendere la mia onorabilità con argomenti inconfutabili che ora cercherò di illustrare.

Ho modestamente accennato al mio gradevole aspetto. Si potrebbe forse dire lo stesso della mia accusatrice? Ne dubito fortemente. Notate, signori, le sue profonde occhiaie, rivelatrici di vizi inconfessabili, il suo sguardo sfuggente, l’espressione lasciva… per tacere dell’abbigliamento! Neppure in questa occasione tanto solenne, neppure di fronte alla sacralità della legge, questa depravata creatura ha sentito non dico la necessità, ma nemmeno il pudore di presentarsi vestita in modo civile e decente!

… Certamente, Vostro Onore, non intendevo trascendere, sto solo cercando di essere il più possibile obiettivo…

Purtroppo sono un uomo solo. Il mio matrimonio è naufragato per una serie di circostanze indipendenti dalla mia volontà, e sto cercando faticosamente di uscire dal periodo buio che è seguito alla nostra traumatica separazione. Debbo vergognarmi di ammettere che sento l’acuta necessità di una compagnia femminile? Non lo farò, poiché mi sono riproposto di essere completamente sincero con voi. Amo le donne, desidero la loro vicinanza, adoro il loro profumo, la morbidezza del loro seno, le loro cosce so… insomma, ammetto di essere sensibile al loro fascino. Sono forse da biasimare per questo? Eppure è proprio di questa mia debolezza che si è approfittata questa donna quando..

Ma sì, certo, veniamo ai fatti. Saranno state le nove e trenta di Venerdì 28 Ottobre. Me ne stavo seduto in quel Lounge Bar dal nome un po’ strano (1) in cui ero entrato per puro caso, senza sapere che si trattava di un locale equivoco. Me ne stavo lì tranquillo, bevendo il mio drink e pensando ai fatti miei, quando mi sento rivolgere la parola da una sconosciuta che con voce melliflua mi chiede se posso offrirle da bere. Mi giro e mi trovo di fronte una… una escort, un’accompagnatrice, si direbbe oggi, ma io preferisco chiamare le cose con il loro nome: una puttana imbellettata e mezza sbronza… è la verità, Vostro Onore!… va bene, diciamo allora una donna eccessivamente truccata e un po’ su di giri che mi lancia sguardi languidi e inequivocabili, è accettabile così?

Ora, io sono un uomo di mondo, egregi signori, e quindi ho compreso subito al volo la situazione, ma, come posso dire, in quel momento non mi sentivo nello stato d’animo giusto a causa della recente separazione, per cui ho cercato di liquidare la… signora con un cortese rifiuto. Niente da fare: quella mi si attacca come una sanguisuga e con mille pretesti mi segue fuori dal locale, tutta moine e mossette provocanti! Devo confessare che in cuor mio provavo una profonda pena, oltre che una certa ripugnanza, per quella donna perduta… non si tratta di un commento personale, lo giuro!… ma, signori miei, c’è anche da considerare la debolezza della natura umana…

Pensate a un uomo solo, da poco abbandonato da una moglie infedele, privato ormai da un mese della possibilità di… di lasciarsi andare con una donna… mi sono spiegato? Lo ammetto, ho ceduto! Con la morte nel cuore l’ho seguita in quel sordido motel di cui non ricordo neppure il nome, sono entrato in quella stanza con gli occhi gonfi di pianto e… ho ceduto… una volta, due… forse tre, non saprei. E’ così importante? O non è più importante che vi confessi di aver avuto sempre davanti agli occhi il caro volto della mia ex moglie per tutto il tempo che ho trascorso in quello squallido luogo?

E a questo punto veniamo all’accusa più infamante: le percosse, seguite addirittura da minacce!

Riuscite a concepirlo, egregi signori, riuscite a immaginare una persona del mio livello che si degrada fino al punto da… da colpire con violenza una donna indifesa? La mia accusatrice ha il viso gonfio e un occhio nero? E che vuol dire? Una donna del genere, che conduce una vita promiscua e disordinata, a contatto con la la più turpe umanità, corre continuamente il rischio di essere percossa, stuprata, fatta oggetto di violenze di ogni genere! E qualcuno più cinico di me direbbe che potrebbe essersele meritate… Che c’entro io, vi chiedo? Perché prendersela con qualcuno che ha sempre fatto della correttezza un principio inderogabile di vita? Un progressista in politica, un ex boy-scout, un ambientalista convinto! E potrei continuare… ma non voglio tediarvi ancora: la mia vita, limpida e specchiata, parla per me…

L’accusa produce un fantomatico biglietto contenente oscure minacce, che sarebbe stato recapitato a questa sciagurata per convincerla a non presentare denuncia. Ma chi vi dice che non l’abbia scritto lei stessa? Il biglietto è firmato col mio nome, e con ciò? Una ragione in più per sospettare di questa persona falsa e infida! Quanto al fatto che fosse scritto sulla carta intestata della mia ex ditta di vibra… di oggettistica di intrattenimento, ho una sola spiegazione da dare: forse è proprio la vergognosa attività che questa donna svolge ad averla messa in contatto con la ditta in questione, non ci avete pensato? E per finire mi si accusa di avere aperto la borsetta di questa signora per appropriarmi dei suoi soldi.

La più spudorata delle bugie! Ecco come si sono svolti i fatti: una volta terminato quel triste amplesso, mentre mi rivestivo schiacciato dalla vergogna e dal rimorso, quella dissoluta ebbe l’ardire di chiedermi del denaro. Capite? Dopo essermi completamente donato a lei, dopo aver messo a repentaglio la mia integrità, io avrei dovuto addirittura pagarla! E’ stato allora che, accecato dall’ira, ho esclamato: E’ il denaro che vuoi? Eccotelo! Così dicendo ho afferrato provocatoriamente la sua borsetta e ho finto di prelevare dei soldi da essa. E’ chiaro che l’ho fatto per deriderla, per farle comprendere l’assurdità della sua richiesta. Chiunque lo avrebbe capito, chiunque eccetto lei! Tra l’altro, dentro la borsa c’erano solo pochi spiccioli, figuriamoci!

E’ vero che in questo periodo mi trovo in difficoltà economiche, ma rubare! Non potrei mai arrivare a tanto! E poi si tratta solo di un momento negativo che passerà presto: con le mie competenze nel campo della.. robotica di intrattenimento, è solo una questione di tempo prima che una grande azienda leader nel settore mi contatti per un incarico di prestigio!

Non voglio aggiungere altro. Confido nell’oggettività del vostro giudizio. Mi permetto solo di ricordarvi che qui è in gioco qualcosa di importante che non è solo la mia credibilità, ma quel valore inestimabile di cui nessun uomo può fare a meno. Poiché, come dice il poeta: “Non si è perduto nulla quando ci resta l’onore”. Grazie.

 

Dichiarazione N. 2

Ma lo sentite? Come si fa a sopportare una cosa del genere? Chiedo scusa signor giudice, ma queste sono solo un mucchio di stronzate, tutte schifose bugie! D’accordo, modero i termini, ma sono stanca di sentirmi trattare come una mignotta! Volete la verità? E allora sentite me, ve lo dico io com’è andata…

Dunque, prima cosa: la sottoscritta è una persona onesta, una ragazza madre con due bambini a carico, una che combatte da sola, senza nessuno che l’aiuti, contro le avversità della vita, una che si fa un mazzo tanto dalla mattina alla sera… come?… come capita, un lavoretto di qua, uno di là, non faccio certo la schizzinosa, ma sempre lavori perbene, lo giuro sulla tomba di mia madre!

Il mio compagno, che Dio lo fulmini, m’ha piantato due anni fa lasciandomi in mezzo alla m… in mezzo ai guai, senza darmi nessun aiuto per i figli, anzi, nemmeno si degna di venirli a trovare, quel cornuto! Ma io non mi lamento, sono una donna forte e indipendente, non una mezza calzetta, e so farmi rispettare. Ecco perché sono venuta qua a testa alta, per accusare questo stronzo… ma che devo moderare… se è stronzo è stronzo! Per accusarlo, dicevo, d’avermi circuita, stuprata e pure derubata, va bene così? D’accordo, cercherò di farla breve: ecco i fatti. Prima di tutto mi trovavo in quel bar per un motivo preciso che non è quello che ha detto lui. Quale motivo? C’ero andata per comprare un po’ di latte per il piccolino… ma perché dovete ridere! E’ la verità! Avevo addormentato il più grandicello, ma il piccolo aveva fame e piangeva da straziare il cuore, e allora mi sono buttata una mantellina sulle spalle e sono uscita, anche se sapevo che i soldi non bastavano, e prima di uscire mi sono bevuta un goccetto di cognac per farmi forza… un po’ di cognac, sì, perché, che c’è di strano?

Ecco, ora vengo al dunque.

Entro nel bar, ovviamente senza sapere che aveva la fama di posto equivoco, vado al banco e cerco de farmi dare un po’ di latte dal barista, ma c’è un gran casino e non ci capiamo. E a quel punto arriva quel… quel signore là, sì, quello che ho denunciato, proprio lui! Mi s’avvicina e mi chiede se ho bisogno d’aiuto, ma me lo chiede in un modo, come posso dire, da viscido, ecco, che io lo capisco subito che ha altre intenzioni, mica sono scema… e difatti vedo che gli cascano gli occhi dentro la mia scollatura, e poi con la mano mi struscia sul braccio un paio di volte senza che ce n’era bisogno… insomma, io capisco l’antifona e faccio per andarmene, ma quello mi segue fuori dal locale – intanto aveva cominciato a piovere – e mi fa delle proposte oscene, mi parla di soldi che mi vuole dare… Insomma, io gli dico di lasciar perdere, lo minaccio pure di chiamare le guardie, ma quel porco… cioè l’imputato, mi si strofina addosso come un assatanato, mi offre ancora dei soldi e mi fa il nome di un albergo che sta lì vicino. Inutile dirgli che sono una donna perbene, che ho due ragazzini che m’aspettano e via discorrendo: parole al vento… Intanto siamo per strada, da soli, e io comincio ad avere paura, piove sempre di più e la stanchezza comincia ad annebbiarmi il cervello. E mi viene da pensare, che dio mi perdoni, che quei soldi mi potrebbero fare molto comodo, mica per me, signor giudice, ma per i ragazzini!

A quel punto non ci capisco più niente e lo seguo come un automa fino a quel motel che nemmeno mi ricordo come si chiama, e qui succede quello che deve succedere. Quando tutto è finito, casco giù addormentata come se fossi morta, ma a un certo punto sento un rumore, mi sveglio e vedo quel l’ infame che sta frugando dentro la mia borsetta! Brutto ladrone, gli faccio, mi dovevi dare dei soldi e invece li stai fregando a me!?

Nemmeno m’ha risposto, mi è saltato addosso e m’ha riempito di pugni, calci, schiaffi fino a farmi svenire. E quando mi risveglio c’è quel biglietto sul comodino: “Non ti azzardare a denunciarmi, so chi sei e dove abiti”, c’è scritto. Ma io non ho paura di questo vigliacco, e vado difilato dalla polizia per denunciarlo. E questo è tutto, mi pare…

 

Testimone n. 1

Mi chiamo Alfredo Bonazzi, sono il gestore del Circolo Culturale “Una botta e via” , ubicato in Via dei Due Macelli.

Intanto vorrei chiarire che nel nostro locale, che ha anche la licenza di bar, non si organizza nessun genere di incontro a sfondo sessuale, chi lo dice è un maledetto bugiardo e figlio di buona donna… volevo dire che qui si fanno le cose secondo la legge, niente magnaccia e puttane… sì, mi scusi… e qualcuno mi ha chiesto del nome, ma è solo uno scherzo, mica si intende il sesso, vuol dire una botta di vita, perché qui da noi ci si diverte un sacco mangiando bevendo e ascoltando musica, altro che scopare… sì sì, scusi tanto, volevo solo chiarire… i séparé, dice? beh, sono per chi se ne vuole stare un po’ in pace, ma mica sono camere da letto, no? Quelle stanno al piano di sopra? è vero, ma noi abbiamo anche la licenza per affittare camere, tutta gente normale, operai, agenti di commercio… ci sarà pure qualche pregiudicato, Vostro Onore, come facciamo a controllare tutti? di questi tempi non ci si può fidare più di nessuno!… va bene, non divaghiamo. Se conosco gli imputati? Sì, li ho visti qualche volta, il signore è un frequentatore abituale, ma non so come si chiama, so che lo chiamano Chiavone ma non è il nome vero, che ne so perché lo chiamano in questo modo, qui a tutti piace scherzare, gliel’ho detto prima… Lei? Sì, viene ogni tanto, si beve un cicchetto e se ne va… sola o in compagnia? ma che vuole che ne sappia, mica sto a controllare tutto quello che succede! Sì, è vero, qualche volta ha bevuto un po’ troppo e ho dovuto invitarla a uscire… calci, quali calci? chi le ha raccontato questa stronzata… volevo dire questa storia? Io sono una persona corretta, cosa crede? Il mio motto è “Cortese con tutti, amico di nessuno”, eh sì, e per colpa di questi due sfigati… va bene, scusi, di queste due persone, ho il locale chiuso per 15 giorni e i clienti sono così spaventati che non so nemmeno se torneranno… bell’affare! Il latte? Boh non mi ricordo se la… signora mi ha chiesto del latte quella sera, c’era un tale casino!… scusi il linguaggio… so solo che non aveva granché addosso, e non penso che fosse per il caldo… ma queste sono supposizioni mie, non voglio giudicare, per carità… Adesso abbiamo finito? Ancora no? Ma insomma, che cazzo volete da me? Non mi avete già danneggiato abbastanza? Sono una persona onesta, che paga le tasse, puttana la miseria, e… no, le mani addosso no… lo so da me dov’è l’uscita… ma dove mi portate? quale vilipendio? avvocato, faccia qualcosa perdio!!

 

Testimone n. 2

Di Cristoforo Francesco Maria, di professione albergatore. Hotel Ruby, prego, non Motel. Mai visto o conosciuto i due imputati. Dicono di aver trascorso alcune ore nel mio albergo? Lo dimostrino. Non ci sono ricevute. Niente testimoni. Non ho visto né sentito nulla. Mia moglie è sordomuta. Posso andare?

 

Testimone n. 3

Luana Quattrocchi, in arte Lulù, lavoratrice del sesso. Sissignore, sono trent’anni che la sottoscritta lavora a quell’incrocio, e non mi pare che qualcuno si è mai lamentato. Non c’entra niente, però è meglio puntualizzare, sai mica se dopo tutto questo casino qualcuno rivuole indietro i soldi… Mi devo attenere a che? Scusi, me li ridà lei i quattrini che perdo oggi? Va bene, va bene, andiamo avanti… Se ho visto un uomo e una donna ubriachi verso le dieci di quella sera? Sicuro, più o meno una cinquantina. Ah, che litigavano? Allora saranno stati un centinaio! Certo che riconosco gli imputati. Sarò pure orba, ma si vede che sono fratello e sorella: tutti e due figli di una gran mignotta!

Persone informate sui fatti

1 Alfio Digiovannandrea, vigile urbano. Sì, Vostro Onore, normalmente sono in servizio all’incrocio tra Via dei Due Macelli e Via delle Zoccolette fino alle undici di sera. No, non ho visto passare i due imputati. Dov’ero alle dieci? Vede, a quell’ora ho quasi sempre un bisogno fisiologico impellente per via della prostata, quindi sicuramente ero andato al bagno… in quale bar, dice…? Ora che mi ci fa pensare, quella sera mi sono sentito male verso le nove e mezza, un dolore terribile al ventre che… se sono andato al Pronto Soccorso? Sì, cioè: no! Non mi sembrava il caso, non stavo poi così male… E’ vero, ho appena dichiarato che avevo un forte dolore… ma forse mi confondo con il giorno, quando aveva detto?

2 Giorgio Bernacchi, metereologo. Sì, ho capito, Signor Giudice, lei vuole sapere da me quali fossero le condizioni del tempo alle dieci di sera del giorno 28 Ottobre u.s.. Permette che consulti il mio taccuino.. ecco qua: tempo sereno su quasi tutta la penisola, con venti freddi da ponente… ah, sulla città di Roma? Benissimo, per quanto riguarda il quadrante di nord-ovest, vi sono state… Roma sud, eh? bastava dirlo prima… dunque, qui leggo: condizioni incerte con nuvolosità e qualche leggero rovescio… come? Quartiere Prenestino… beh, si tratta di un’area piuttosto vasta… diciamo che il sereno si è alternato a nubi… ah, quindi proprio in quella via… su quale lato esattamente, può essere più specifico?

3 Geova, Dio, Allah, Krishna, insomma, il Creatore. Prima di deporre davanti alla Corte, vorrei fare una precisazione e anche in parte sfatare un mito. Non è che io possa vedere proprio tutto quello che succede. Ragazzi, questo si chiama farsi delle idee sbagliate! Finiamola coi luoghi comuni tipo “Non cade foglia..” e via dicendo, si tratta di forzature ideologiche che lasciano il tempo che trovano… Che vi posso dire, faccio del mio meglio, ma qualcosa mi potrà pure sfuggire, o no? Entrando nello specifico, i miei collaboratori mi hanno informato a grandi linee sull’accaduto. Dunque, abbiamo questi due ragazzi, benedetti loro, che non hanno resistito alle forti pulsioni sessuali tipiche dell’età, si sono lasciati un po’ andare e hanno combinato l’inguacchio.. Come? Dite che si tratta di due persone adulte? Ma sì, certo! Per un attimo ho confuso… devo aver scambiato i file. Ecco qua. Sì, sì, ora ricordo perfettamente: il bar, la musica, quei due per strada… e poi l’adescamento da parte di lei.. o di lui? qui non è chiaro… Un attimo, Vostro Onore, lo so che questo è il punto cruciale del dibattimento, ma in casi del genere bisogna andarci con i piedi di piombo, perdiana! Certo che posso leggere dentro i loro cuori, per chi mi ha preso, per un buffone? Solo che… mica è così facile… là dentro io leggo solitudine e arroganza, cupidigia e vulnerabilità, dolore e senso di colpa, una marmellata di emozioni e sentimenti contrastanti, un desiderio di amore che si maschera da impulso a ferire ed umiliare… un guazzabuglio, un caos. Chi si prende la responsabilità di districare questa matassa? Non guardi me, con tutti gli impegni che ho… Che me lo dice a fare, lo so che la Corte deve emettere una sentenza, ma mica è affar mio, non crede? A Cesare quello che è di Cesare… non ricordo più chi lo diceva… Bene, io ho già fatto quello che mi compete, ora tocca a lei! Andiamo, non faccia così, non si avvilisca! Lei quei due li ha interrogati, no? Beh, che cosa le hanno detto? Non si è già fatto un’idea?

 

Sentenza

I due imputati sono assolti dalle rispettive accuse in quanto i reati ipotizzati risultano al momento impossibili da definire. Ciò a causa del contesto nebuloso in cui si sono svolti i fatti e della scarsa attendibilità delle testimonianze fin qui pervenute. I medesimi sono però obbligati alla frequenza di un corso avanzato di Rapporti Umani e Maniere Decenti presso la locale Università degli Studi, pena l’incarceramento a vita. Sono invece condannati alla pena di anni due i Sigg. Bonazzi Alfredo e Digiovannandrea Alfio, rispettivamente per Oltraggio alla Corte e Abbandono del posto di lavoro. Il Signor Di Cristoforo Francesco Maria viene inviato al confino per Mafia. Il Signor Bernacchi Giorgio viene invitato a cambiare mestiere. La Sig.ra Quattrocchi Luana verrà risarcita per i mancati introiti da lavoro con una somma che sarà però obbligatoriamente finalizzata all’acquisto di un paio di lenti multifocali. Per quanto riguarda il Sig. Geova alias Dio ecc. ecc., la Corte considera la sua deposizione oltremodo lacunosa ed evasiva, indegna del ruolo che il suddetto si è notoriamente assunto nei confronti dell’umanità e delle sue miserevoli vicende terrene.

Pur essendo consapevole di non avere giurisdizione nel contesto in cui il Sig. Geova, per così dire, vive ed opera, la Corte esprime forte biasimo e contrarietà rispetto al modo ambiguo e pilatesco con il quale il medesimo si è rapportato all’intera vicenda, inoltre… dica… ah, non abbiamo l’autorità?

Questo lo dice lei, egregio signore. Va bene, si vedrà il giorno del Giudizio, adesso però, se non le dispiace… d’accordo, trascenda pure, se le fa piacere, ma si riprenda le sue locuste e la finisca con queste pagliacciate! La Corte si ritira.