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a L e S, splendide compagne di Viaggio

 

1 Questo decalogo non può in alcun modo definirsi ‘del maratoneta incallito’, giacché il titolo sarebbe fuorviante, pretenzioso e soprattutto impreciso.

2 Difatti, non di resistenti calli si tratta, e le tue Reebok non si sono improvvisamente dotate di cuscinetti stile Air Max: quelle su cui poggi sono delle più modeste vescicole.

3 Ricordi quando all’andata incrociavi colonne d’auto dirette al mare donde provieni, quasi stupito, se non sdegnoso di tanta banale uniformità d’intenti?

4 Troverai in giornata una risposta alle tue perplessità anche senza consultare l’I Ching.

5 Ti ritrovi dunque a camminare immerso in un paesaggio arcadico. Il solo rumore molesto è lo sferragliare sul suolo dei bastoncini da nordic di altri incauti (quantomeno attrezzati). Il resto – trascurando, in questo punto, il fattore dislivello – è boschi, canto di uccelli e scorci mozzafiato in un giorno aprico. NON crederci: è Maya…

6 Questa convinzione ti viene inequivocabilmente suggerita dai tuoi arti inferiori: immuni per natura da dottrine filosofiche condizionanti.

7 Salto spazio-temporale. Mentre giaci al suolo a 2 kilometri dall’arrivo, o meglio da ciò che ne ha la parvenza, vieni corrotto da due pellegrini invasati (nonché sadici?, dopàti?, entrambe le cose?) che contro la tua volontà (consunta quasi come le articolazioni, cui dovrai un giorno render conto) con un semplice sorriso fanno sì che tu ti erga nuovamente, immemore delle ragioni ortopediche per cui poco prima ti eri accasciato, finendo per seguirli nel tratto finale, fra i peggiori per dislivello, mentre intonano La leggenda del Piave. (È una storia vera, il lettore ne era stato avvertito).

8 Quando tutto intorno a te ti porta a concludere che sei arrivato, cosa di cui vai giustamente fiero, celebri il traguardo divorando il panino omaggio offerto alle anime fin lì giunte, ma l’organismo ti spinge a chiederti se di dolore fisico si può morire.

9 NON cercare e/o NON far cercare la risposta su Google o troverai che in rari casi ciò è possibile. Segue attimo di panico e presa di coscienza che i limiti esistono, e ci sarà pure un motivo.

10 Se, dopo aver rinnegato ogni proposito di future attività motorie outdoor extraurbane, l’indomani al risveglio il cervello ti suggerisce stati d’animo di fierezza, soddisfazione, o pensieri del tipo ‘però!, pensa con un pò di allenamento…’, e l’animo gode in qualche misura del (miracolistico) successo raggiunto a spese del suo stesso corpo vitale, i cui arti inferiori poche ore prima bestemmiavano lucidamente, puoi star certo che il dualismo platonico – che tanti debiti ha contratto col povero mondo fisico, e con le stanche membra dei suoi abitanti – si aggira ancora pericolosamente in cerca di maratoneti della domenica e/o facili seguaci. Le colonne d’auto in direzione contraria già lo sapevano.