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La prova costume

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Mi chiedevo: avete già superato la prova costume estate 2017? Vi siete già sdraiati su di un comodo lettino a goder del sole e dei benefici del mare, sfidando le vostre paure più recondite, camminando come se nel vostro corpo non ci fosse più aria per sgonfiare il ventre, e sembrar più snelli?

Se ancora non siete pronti, nonostante l’estate sia già avviata, ho per voi il consiglio giusto. La prossima domenica, rimandate il mare ancora una volta e andate a vedere la mostra del pittore colombiano Fernando Botero.

Roma, Complesso del Vittoriano dal 5 maggio si è aperta la prima grande retrospettiva italiana dedicata all’artista.

Botero e i suoi personaggi, chili e chili di colore sfumato abilmente dalla mano del pittore, morbida allegria, racconti di vite che ingombrano grandi tele.

La domanda da sempre più rivolta all’artista è facile da intuire: “Perchè i suoi personaggi sono grassi?”

La critica non l’ha mai troppo amato, di Botero sono state dette cose quali: “non ha assolutamente niente a che fare con l’arte contemporanea”. Oppure: “le sue opere sono  caricature di figure in carne, inserite in soleggiati contesti familiari”, insomma non considerate sufficientemente serie da richiamare l’esame della critica. L’artista è stato anche definito un fenomeno commerciale, un autore autoreferenziale, un artista slegato dalla realtà. Ma esiste anche una buona parte della critica che invece, apprezza il lavoro di Botero, chissà magari per identificazione, chi ha stabilito che l’imperfetto è brutto?

Invece dal pubblico, Botero è considerato una sorta di icona dell’arte contemporanea.

Ma torniamo alla domanda: “Perché Botero dipinge uomini e donne grassi?”

Inizialmente l’artista applicò questa dilatazione delle forme alla natura morta, ad un mandolino per essere esatti. Botero da subito rimase affascinato dalla sensualità di queste forme dilatate, sapientemente disegnate da linee sinuose.

L’artista iniziò poi ad ingrandire le forme di altri oggetti, di animali, di esseri umani, conferendo a tutti quell’aspetto grasso che costituisce un po’ il suo marchio di fabbrica.

Non semplici “figure grasse”.

Dirà lui stesso in una recente intervista: “…non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea del volume, e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse”.

Quel che è certo è che Fernando Botero è un artista che, indubitabilmente, fa discutere ad ogni latitudine ed è apprezzato da un pubblico vastissimo ed eterogeneo, un artista popolare. Insomma, vi ho convinto? Ora mi viene da chiedervi cosa farete domenica prossima: “mare o la mostra di Botero? Io direi entrambi.

Quel che è certo che da oggi in poi in prossimità della prova costume, non sentitevi più inadeguati, non fatevi più venire feroci sensi di colpa per aver vissuto l’inverno da mangiatori incoscienti. Al contrario, sentitevi volumetrici, sensuali, abitanti sinuosi della vostra quotidianità.

Buon continuo estate!