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Ci fu chi seppe illuminare la notte con il fuoco della rivoluzione.

Chi fu illuminato dal candore di un fulmine tra le pecore.

Chi, ancora, aprendo gli occhi nel buio della guerra, scoprì il sole di un nuovo giorno, più immenso che mai.

Sono scintille, pulsazioni quasi impercettibili, dal nulla il fuoco divampa e quello che c’era prima, di colpo non c’è più.

Questo numero di LHUB è dedicato alle illuminazioni, ai colpi di genio, agli insight che aprono spiragli.

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Come avrete notato questo numero esce a distanza di mesi dalle precedenti pubblicazioni, la notizia è che abbiamo anche una vita e portare avanti bei progetti non sempre paga, anzi quasi mai. Ce ne parla Francesca, in questo numero, recensendo la Teoria della Classe disagiata, il libro che segna il passaggio dall’illusione all’autocoscienza di un manipolo di individui non ben definiti in quanto classe, ma assetati di riconoscimento e legittimazione.

La roba come LHUB è un bel bene posizionale, ci direbbe RAV, e niente di più. Siete d’accordo?

Io non del tutto, ma magari ne riparliamo poi.